Sua Santità Papa Paolo VI

Lettera apostolica


«ALMA PARENS»



Introduzione

1. Alma madre di eroi, la Gran Bretagna a tanto titolo fecondità gloriosa un altro suole aggiungere, che non meno distingue, quello cioè sapere custodire gelosamente il loro ricordo e tributare con nobile gara ad essi, allorché secondo costume tradizionale fauste ricorrenze ciò esigono, omaggio onoranze solenni. Questo Ci venne spontaneo alla mente da Noi si andava grato convincimento ripensando, quando ricevemmo particolareggiate notizie del II Congresso Internazionale della Scolastica, sta costi preparando per commemorare VII Centenario nascita Venerabile Giovanni Duns Scoto.


Il Venerabile Giovanni Duns Scoto e il II Congresso Scolastico

2. Esso sarà celebrato a Oxford e a Edimburgo, sotto i vostri auspici, o Venerabili Fratelli, con entusiasmo vivo e diligente cura. È facile prevedere che esso riuscirà magnifico e di non piccola importanza, sia per i temi che vi saranno trattati, sia per partecipazione di numerose personalità qualificate. Le Università dell'Inghilterra e della Scozia, e, all'estero, quelle di Parigi e di Colonia, dove egli insegnò, e molte altre ancora vi manderanno rappresentanze, e vi interverranno inviati non soltanto della Chiesa Cattolica, ma anche della Comunione Anglicana e insigni studiosi di tutto il mondo.

3. Auspicando, già nella sua attesa, al Congresso felice svolgimento e fecondi risultati, non possiamo non apertamente compiacerCi della nota distintiva e del carattere particolare, che si vuole ad esso imprimere. Quello infatti che in esso precipuamente si propone è di lumeggiare la personalità di Giovanni Duns Scoto, la sua dottrina filosofica e teologica e anche i tratti della sua fisionomia morale e ascetica. Evitando scogli di dispute e di controversie, che nel passato non infrequentemente sorsero, si preferisce il metodo storico-critico, tenuto ora in grande considerazione, che, felicemente applicato da valorosi studiosi alla cognizione della autenticità e alla sincera valutazione delle opere del Dottore Sottile, ha dato frutti eccellenti.

4. Si uniscono infatti gli sforzi per comporre un prospetto di vaste linee, la visione della Scolastica integrale, da cui, oltre il resto, sarà dato di conoscere la varietà, la ricchezza e la fecondità del pensiero teologico e filosofico nel Medioevo.


La Scolastica integrale e la Scuola Francescana

5. Certamente in questa prospettiva San Tommaso d'Aquino e la sua Somma di teologia costituiscono un vertice che domina tutto il complesso delle alte vette del pensiero teologico del Medioevo. La sintesi che egli cercò nella sua formulazione dei rapporti tra Fede e Ragione, tra la Fede che cerca l'intelletto - come prima di lui ebbe a dire il vostro Santo Anselmo - e l'intelletto che cerca la Fede, ha avuto consensi cosí unanimi che egli appare nel cielo scolastico come un astro e vanta il titolo di "Doctor Communis". Ma accanto a lui altri grandi rappresentanti della Scolastica compongono la magnifica costellazione del pensiero medioevale.

6. Nella Lettera Enciclica Aeterni Patris del Nostro Predecessore Leone XIII, di fel. mem., in cui tanto vivamente si raccomanda il ritorno alla Scolastica, duce San Tommaso d'Aquino, contro gli errori moderni, dopo che viene asserito che Tommaso d'Aquino emerge di gran lunga sopra gli altri, si enumerano altri dottori Scolastici e si mette in particolare risalto San Bonaventura, definito poi da San Pio X l'altro principe della Scolastica, del quale Serafico Dottore, come a tutti consta, Giovanni Duns Scoto fu il perfezionatore.

7. È pure da osservare che il Concilio Ecumenico Vaticano II nel Decreto De Institutione Sacerdotali prescrive: «Le discipline filosofiche si insegnino in maniera che gli alunni siano anzitutto guidati all'acquisto di una solida e armonica conoscenza dell'uomo, del mondo e di Dio, basandosi sul patrimonio filosofico perennemente valido», al quale certamente appartiene la Scuola francescana.

8. Accanto alla cattedrale maestosa di San Tommaso d'Aquino, fra altre c'è quella degna d'onore - sia pur dissimile per mole e struttura - che elevò al cielo su ferme basi e con arditi pinnacoli l'ardente speculazione di Giovanni Duns Scoto. Egli seguí fondamentalmente l'indirizzo platonico-agostiniano, non senza accostamenti e anche critiche dello Stagirita; e ultimo di oltre cinquanta dottori francescani, fra i quali Sant'Antonio di Padova, Alessandro di Hales, San Bonaventura, Matteo di Acquasparta, Riccardo di Mediavilla, Adamo di Marisco, Ruggero Bacone, Guglielmo di Ware, sintetizzandoli e approfondendo le loro ricerche, egli della Scuola francescana divenne il rappresentante piú qualificato.


Sintesi dottrinale di Duns Scoto e sua attualità

9. Lo spirito e l'ideale di San Francesco d'Assisi si celano e fervono nell'opera di Giovanni Duns Scoto, dove fa alitare lo spirito serafico del Patriarca Assisiate, subordinando al sapere il ben vivere. Asserendo egli la eccellenza della carità sopra ogni scienza, l'universale primato di Cristo, capolavoro di Dio, glorificatore della Santissima Trinità e Redentore del genere umano, Re nell'ordine naturale e soprannaturale, al cui lato splende di originale bellezza la Vergine Immacolata, Regina dell'universo, fa svettare le idee sovrane del la Rivelazione evangelica, particolarmente ciò che San Giovanni Evangelista e San Paolo Apostolo videro nel piano divino della salvezza sovrastare in grado eminente.

10. È nei voti di molti che eletti frutti maturino dal Congresso che sarà tenuto in Gran Bretagna per onorare la memoria del Dottore Sottile e Mariano, sia per la vita speculativa, sia per quella morale e pratica. Noi innanzi tutto auspichiamo un rinnovato interesse per la storia della teologia e per quella scolastica in ispecie, con fervido anelito di una serena ricerca sistematica e condotta a regola d'arte.

11. È intima Nostra persuasione poi che specialmente dal tesoro intellettuale di Giovanni Duns Scoto si potranno ricavare lucide armi per combattere e allontanare la nube nera dell'ateismo che offusca l'età nostra. Spesso i negatori teorici e pratici di Dio non sono che adoratori di idoli e di fantasmi, che essi si sono formati, vaneggiando nei loro pensamenti.

12. Il Dottore Sottile, ricavando la sua teodicea da due principi scritturali, relativi a Dio: «Io sono colui che sono» e «Dio è amore», in maniera mirabile e quanto mai suasiva sviluppa la dottrina intorno a Colui che è «verità infinita e bontà infinita», «il primo efficiente», «il primo che è fine d'ogni cosa», «il primo in senso assoluto, per eminenza», «l'oceano d'ogni perfezione» e «l'amore per essenza».

13. Altra speranza ci arride. Nella comune dichiarazione che il 24 marzo c.a. nella Basilica di San Paolo fuori le Mura facemmo col Venerato Fratello Michele Ramsey, Arcivescovo Anglicano di Canterbury, si formulavano voti che tra la Chiesa Cattolica Romana e la Comunione Anglicana si instauri un serio dialogo, che abbia per base il Vangelo e le loro antiche Tradizioni comuni, e che possa condurre a quella unità nella verità per la quale ha pregato Cristo.

14. Forse a tessere questi sereni colloqui fra le due comunità la dottrina di Scoto potrà offrire un aureo ordito. Per tre secoli, infatti, prima della separazione, essa comunemente si insegnava nelle Scuole britanniche; e non era apportata dall'esterno, ma era fiorita sul fertile suolo natale per opera di uno che nacque e fu educato nella Gran Bretagna e che, con l'ingegno agile e fecondo non meno che con la sapienza pratica, nobilmente la illustra. Fu infatti un teologo che costruisce perché ama, ed ama di un amore concreto che è praxis, come egli stesso lo definisce: «È stato provato che l'amore è veramente prassi».

15. Bene può egli dare al dialogo elementi, graditi ad ambedue le parti, in quello spirito serafico che alla carità assegna funzione egemonica. Egli suggerisce un avanzamento graduale: «Fra le cose da credersi non devono essere inseriti elementi piú numerosi di quelli che si possono dimostrare dalla verità delle cose credute». «Nulla si deve reputare come appartenente alla sostanza della fede, se non ciò che si può ricavare espressamente dalla Scrittura, o che è stato esplicitamente dichiarato dalla Chiesa, o che segue con evidenza da qualche verità chiaramente contenuta nella Scrittura o chiaramente determinata dalla Chiesa».

16. Furono infatti continua preoccupazione del Dottore Sottile la delicata attenzione e non mai smentita riverenza verso il magistero della Chiesa in possesso del carisma della verità: «Se uno, il quale esercita l'ufficio di dottore, propone qualche novità, non si è tenuti a prestargli il proprio assenso..., ma bisogna prima consultare la Chiesa, e in tal modo evitare l'errore». Suo emblema, suo vessillo era: «Sotto la guida e il magistero della Chiesa».

17. Egli indaga ed esamina gli sviluppi della conoscenza con accurato metodo critico, con l'occhio fisso ai princípi generatori, e con placido giudizio propone le sue deduzioni, mosso, come disse di lui Giovanni di Gerson, non dalla contenziosa singolarità di vincere, ma dall'umiltà di trovare un accordo.

18. Contro poi il razionalismo egli ha rilevato i limiti della ragione nella conoscenza delle verità rivelate e la necessità di queste ultime per il raggiungimento del fine ultimo, al quale l'uomo è stato destinato. Nel nobile tentativo di trovare l'armonia fra verità naturali e verità soprannaturali, del connubio tra fede e filosofia avverte il pericolo del possibile cadere negli errori dei filosofi pagani e, come dice San Bonaventura - a cui egli consentí - «il pericolo di versare tanta acqua della scienza filosofica nel vino della S. Scrittura, da trasformare il vino in acqua».


Conclusione

19. Ispirato a questi insegnamenti formiamo l'auspicio che aurea messe ne sorga su codesto campo, per natura sua fecondo, e che nelle dotte discussioni rifiorisca a vasti, armoniosi consensi la verità che tanto ci sublima.

20. E avvalorando tali paterni voti, invochiamo sul II Congresso Internazionale della Scolastica, da celebrare in onore di Giovanni Duns Scoto a Oxford e a Edimburgo, la propiziatrice protezione di Dio, fonte di verità e di amore, che ci vuole «uniti in amore» nel suo unico atto di amore, e con tale auspicio impartiamo di cuore la Benedizione Apostolica a voi, Venerabili Fratelli, ai promotori del Congresso stesso e a tutti quelli che vi parteciperanno.

Roma, 14 luglio 1966

Cerca nel sito