Il volume XIV dell'Opera Omnia: I novissimi*

 

"Le realtà ultime della vita dell'uomo: la risurrezione, il giudizio finale e la vita beata"

 

Il giorno 8 novembre 2013, nella festa liturgica del beato Giovanni Duns Scoto, è stato presentato presso la Pontificia Università Antonianum il XIV volume delle Opera Omnia del Dottor Sottile, che raccoglie l’edizione critica delle ultime distinzioni del IV Libro del suo Commento alle Sentenze di Pietro Lombardo. Con la pubblicazione del presente volume la Commissione Scotista porta a termine un lungo percorso, durato 63 anni, nel quale hanno visto la luce i sei volumi della Lectura (vol. XVI-XXI), cioè il Commento ai libri delle Sentenze del Lombardo che Scoto tenne nel periodo del suo insegnamento a Oxford, e i quattordici volumi dell’Ordinatio (vol. I-XIV), ovvero i testi delle lezioni personalmente ordinate dal nostro Autore durante e dopo il suo periodo di insegnamento parigino. Si può, così, considerare conclusa l’edizione critica del testo della maggiore opera teologica di uno dei più affascinanti Maestri del medioevo.

Il lavoro critico del volume XIV è stato condotto su quattro codici e due edizioni a stampa. Il testo di riferimento è stato, ovviamente, quello del codice di Assisi (ms. Assisi, Biblioteca comun., 137), indicato nell’apparato critico con la lettera A, copia diretta del liber Duns, come lo chiama il copista del manoscritto di Assisi, cioè di un testo rivisto personalmente da Duns Scoto e del quale nel manoscritto di Assisi vengono fedelmente riportate in margine molte notazioni. Vale forse la pena di ricordare che nei Prolegomena delvolume X si era precisato che «in libro III codex A usque ad d. 7 hic illic adnotationes marginales tradit, quibus comparatio instituitur cum ‘libro Duns’, postea vero – usque ad finem – talis comparatio fit cum ‘alio libro’ seu ‘alio exemplari’, ita ut lectiones codicis A in hisce distinctionibus cum maiore circumspectione examini subiciendae sint antequam authentice retineatur». Nel liber IV, invece, l’antigrafo di A ritorna ad essere il liber Duns, come è diffusamente attestato e, dunque, il codice riacquista la sua piena autorevolezza sugli altri testimoni. Oltre al manoscritto della Biblioteca Comunale di Assisi sono stati presi in considerazione per il presente volume, come per tutto il libro IV, i codici latini 15361, 3114-2 e 3062 della biblioteca Nazionale di Parigi (rispettivamente indicati in apparato con le lettere P, Z e N), considerati i migliori rappresentanti per il IV libro delle rispettive tre classi in cui i codici della tradizione manoscritta erano stati suddivisi. A completare questo elenco, nella ricostruzione del testo, sono state tenute anche presenti le due più importanti edizioni a stampa, quella di Mauritius Hibernicus del 1506 e quella di Lucas Wadding.

 

* Il presente testo è stato pubblicato nella sua versione integrale sulla Rivista "Frate Francesco", 80 (2014) 1, 221-226

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