Jean-Luc SOLÈRE (Boston College) ha ripreso un tema spesso trascurato, ma fondamentale, nel confronto a distanza tra Duns Scoto e Tommaso d’Aquino in merito al problema della creazione, che vede da una parte il modello tommasiano, secondo cui l’Essere perfetto e ulteriormente universale non può che dipendere da una causa ulteriormente universale, dall’altra, l’analisi tracciata dal Dottor Sottile su quelle che sono le condizioni reali della cause strumentali e del loro agire in quanto tali.

 


Prof. Jean-Luc Solère

 

Tema: Scoto contro Tommaso a proposito della creazione, della conservazione e delle cause strumentali

In Ordinatio I. IV, d. 1 q. 1 Scoto critica l’argomentazione di Tommaso d’Aquino nella Summa theologiae I, q. 45, a. 5, che intende dimostrare che solo Dio può creare ex nihilo e che le creature non possono partecipare di questa azione, se non come semplici cause strumentali. Scoto solleva varie obiezioni contro questa argomentazione. Mi concentrerò su quelle che toccano la questione sulle creature. Il fulcro della dimostrazione di Tommaso è che tutte le cause strumentali agiscono su di un substrato preesistente per prepararlo all’azione dell’agente principale (questo è il motivo per cui non possono essere usate per creare, dal momento che non avrebbero nulla su cui agire). Scoto contesta questa affermazione e mostra che, per lo stesso Tommaso, l’azione di alcune cause strumentali si estende fino all’effetto finale dell’agente principale con cui esse co-agiscono. Tuttavia, dal punto di vista di Tommaso, ciò non prova che queste cause strumentali non abbiano anche una funzione preparatoria. In effetti Scoto deve mostrare che alcune cause strumentali non sono “dispositive” – cosa che fa analizzando a fondo i differenti tipi di cause strumentali.

 

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