Il sacramento dell'unità della Chiesa


Scoto, come aveva fatto Bonaventura, immagina l'abbandono in cui rimarrebbe l'umanità, se Cristo non fosse realmente presente nel sacramento dell'Eucaristia. In primo luogo, mancherebbero di significato gli altri sacramenti. Con questo viene a dirci che nella Chiesa tutto rimarrebbe nell'aria senza di un riferimento consistente al Cristo reale. Non ci sarebbe modo di tributare a Dio il vero culto di latria, perché mancando l'Eucaristia, non avremmo una significazione sensibile della presenza del Dio personale. E così l'uomo, nella sua tendenza naturale all'adorazione di qualcosa trascendente rappresentata nelle creature, si travierebbe adorando i mille falsi dei che lui stesso si costruirebbe secondo la sua immaginazione pervertita. Scoto non conosceva il detto futuro d'un suo compatriota sei secoli dopo, Gilbert Keith Chesterton, di cui è la frase che quando l'uomo smette di credere in Dio, finisce per adorare il manico d'una scopa.

In seguito Scoto riflette su altre utilità pratiche della comunione eucaristica: una è facile da comprendere in un tempo di accettazione quasi spontanea della fede cristiana e delle leggi della Chiesa. Secondo il precetto della Chiesa i fedeli devono ricevere l'Eucaristia almeno una volta all'anno. Per riceverla degnamente devono purificarsi previamente dai loro peccati mediante la penitenza. Così si sentono costretti a non dimenticare indefinitamente la purificazione della loro anima. Un'altra congruenza o finalità dell'Eucaristia è che la vita spirituale, una volta generata per il battesimo, ha bisogno di essere nutrita per crescere, e nessun alimento è più efficace dello stesso Cristo sacramentalmente significato e presente sotto le specie di pane e vino, la cui forza significativa sta nell'essere i costitutivi essenziali dell'alimento umano.

Ma c'è un'osservazione detta qui per transennam, ma che costituisce un punto essenziale per lo sviluppo della teologia eucaristica. Continuando a parlare delle condizioni per ricevere l'Eucaristia, Scoto afferma che, nel caso di avere coscienza di peccato mortale, l'obbligo di confessarsi prima di comunicare, non è soltanto per farsi perdonare da Dio, ma anche per riconciliarsi con la Chiesa, e così poter ricevere il sacramento dell'unità ecclesiastica. Così definisce l'Eucaristia come Sacramento dell'unità della Chiesa. Chiesa che più avanti chiama Corpo mistico di Cristo, di quel Cristo che secondo lui riassume in se tutto il creato 'fatto in vista di Lui". La stessa perpetuità temporale della Chiesa nel tempo viene legata alla presenza in essa dell'Eucaristia. Il testo di San Paolo ai Corinzi 11, 26: "Tutte le volte che voi mangiate questo pane e bevete a questo calice, annunziate la morte del Signore finché egli venga (alla fine dei tempi)". La stessa promessa di Gesù "Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo" (Mt 28, 20) la vede Scoto adempiuta nella presenza eucaristica.

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