B. La distinzione dei concetti



Conceptus compositus: concetto composito. Questo tipo di concetto corrisponde ad un ens compositum. Nel caso classico la composizione del concetto consiste in un concetto parziale corrispondente alla potenzialità, alla determinabilità e un concetto parziale corrispondente all'attualità, il determinante. Questi due concetti parziali costituiscono insieme il conceptus compositus. Il concetto più nobile, il più alto è ens infinitum. Ens in questo caso equivale alla potenzialità, che si lascia determinare; infinitum invece corrisponde all'attualità, cioè determina l'ens. L'ens infinitum è il concetto in base a cui l'uomo può cogliere Dio attraverso i mezzi naturali.

Conceptus simplex: Concetto semplice. Per esempio, l'uomo è un concetto semplice perché si lascia suddividere, scomporre in altri concetti parziali, quali genere e differenza specifica.

Conceptus simpliciter simplex: concetto semplicemente semplice. Questo concetto non si lascia invece scomporre in altri concetti. Ha un contenuto totalmente semplice. Un esempio di concetto semplicemente semplice è l'ens. L'ens è il primo e il più conosciuto e non rimanda a niente; è un concetto trans-categoriale, trascende le categorie, è un concetto quindi trascendentale.

"Ens (...) est transcendens et est extra omne genus (...) transcendens quodcumque nullum habet genus sub quo contineatur". (Ens è trascendente e al di là di ogni genere).

Per spiegare il concetto semplicemente semplice di ens Scoto si rifà ad Avicenna:

"ens et res imprimuntur in anima prima impressione, quae non acquiritur ex aliis notionibus se" (L'ens è entità che viene impressa nell'anima con una prima impressione, cosicché non si può acquisire qualcos' altro di più noto).

Conceptus simplex e conceptus simpliciter simplex vengono compresi attraverso un semplice e immediato atto dell'intelletto (uno actu intelligendi), mentre il concetto composto richiede diversi atti conoscitivi. Per Scoto l'intelletto non è tanto la facoltà raziocinante quanto la facoltà del comprendere, dell'afferrare semplicemente.

Walter Hoeres ha parlato in riferimento a questa facoltà del comprendere semplicemente del parallelismo noetico-noematico, che non è una scoperta di Husserl, ma si trova già in Scoto. In base a questo parallelismo solo nell'ambito dei concetti semplicemente semplici c'è uno stretto legame tra l'atto della conoscenza e il contenuto della conoscenza.

Anche qui Scoto analizza i diversi modi delle differenze; nell'ambito della fisica per esempio le categorie, nell'ambito trascendentale le determinazioni trascendentali. Scoto tuttavia parla anche delle ultime differenze quali l'individualità (haecceitas), la personalità, la singolarità, a cui si rifà la conoscenza intuitiva.

Nella predicazione la conoscenza astratta si esprime in quid (l'espressione oggettiva definibile, chi è l'uomo: si può rispondere con la definizione di anima razionale) mentre la conoscenza intuitiva si esplica in quale (l'espressione non si lascia definire in quanto si tratta dell'ultima alterità, dell'ultima diversità. Chi è l'uomo? A questa domanda non è possibile rispondere attraverso una definizione ma si può rispondere solamente con il nome).

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