Morte a Colonia

 

Scoto ha così trascorso l'ultimo periodo della vita nel convento francescano di Colonia, sede di uno Studium generale dell'Ordine, come è attestato da tutti gli storici, oltre che dall'iscrizione posta sulla sua tomba e dall'antico necrologio del convento.

Anche sull'ultima infermità, che avrebbe colpito Duns Scoto nell'esercizio del suo magistero a Colonia, o sulle circostanze prossime che lo condussero precocemente alla tomba, non ci sono pervenute notizie coeve e autentiche. Sono state fatte soltanto congetture più o meno fondate. Di certo e indiscutibile si sa solo questo: Scoto morì a Colonia nel convento francescano, ove insegnava teologia, in giorno di venerdì, l'8 novembre del 1308, ottava di tutti i santi; alle sue spoglie fu data sepoltura nell'annessa chiesa conventuale, la Minoritenkirche.

La prima attestazione della morte di Giovanni Duns Scoto proviene dalla fonte più diretta e autentica: il Necrologium dell'antico convento. Il documento, che era custodito nell'Archivio conventuale, è purtroppo andato perduto a seguito delle spogliazioni e manomissioni del convento, ma il padre Matteo Ferchio, che lo ebbe tra le mani quando fu a Colonia in occasione della traslazione delle ossa di Scoto nel gennaio 1619, ne trascrisse l'esatta dicitura, che riportò testualmente nella Apologia Prima da lui pubblicata nel 1620.

Si tratta di una memoria semplice e lapidaria, che sembra richiamare quelle degli antichi martirologi: indicazione del nome e sua condizione, ufficio nell'insegnamento e titolo dottorale, giorno mese e anno (e luogo) della morte; essa così recita: “Rever. P.F. Ioannes Scotus Sacrae Theologiae Professor, Doctor Subtilis nominatus, quondam Lector Coloniae, qui obiit anno Domini 1308, sexto Idus Novembris”.

Dopo la morte la memoria di Scoto si è sempre conservata tra i Frati e diffusa tra la gente. Il culto per l'esemplarità della sua vita è così naturalmente fiorito e si è conservato fino ai nostri giorni. A causa della confusa situazione dei suoi scritti, però, non si potè giungere subito ad un riconoscimento ufficiale della santità da parte della Chiesa. Solo dopo un lungo e paziente lavoro di ricostruzione dell’opera del Dottor Sottile, san Giovanni Paolo II potè promulgare il 6 luglio 1991 il Decreto di conferma del culto del beato Giovanni Duns Scoto e, nella solenne e pubblica celebrazione in San Pietro del 20 marzo 1993, stabilì l’8 novembre giorno della memoria liturgica.

[Per una bibliografia essenziale: C.K. Brampton, Duns Scotus at Oxford, 1288-1301, Franciscan Studies 24 (1964) 5-20 - R. Zavalloni, Giovanni Duns Scoto. Maestro di vita e pensiero, Ed. Francescane Bologna, Bologna 1992 - W.J. Courtnay, Scotus at Paris, in Via Scoti. Methodologia ad mentem Joannis Duns Scoti, Atti del Congresso Scotistico Internazionale, Roma 9-11 marzo 1993, a cura di L. Sileo, vol. I, PAA-Edizioni Antonianum, Roma 1995, 149-163 - A.B. Wolter, Duns Scotus at Oxford, in Via Scoti. Methodologia ad mentem Joannis Duns Scoti, Atti del Congresso Scotistico Internazionale, Roma 9-11 marzo 1993, a cura di L. Sileo, vol. I, PAA-Edizioni Antonianum, Roma 1995, 183-192 - O. Boulnois, La rigoeur de la charité, Cerf, Paris 1998 - A. Vos, The philosophy of John Duns Scotus, Edinburgh University Press, Edinburgh 20072]

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