8. L'edizione Wadding-Vives e la Vaticana

Se vogliamo confrontare la nostra edizione con quella precedente del Wadding-Vivès, noteremo una quantità di elementi che le differenziano e che mettono in evidenza i pregi e la insostituibile importanza della Edizione Vaticana. In essa infatti sono presenti i seguenti elementi, che non c'erano nelle edizioni precedenti:

  • Individuazione esatta delle opere autentiche da quelle non autentiche.

  • Innumerevoli correzioni del testo finora conosciuto.

  • Espurgazione delle numerose interpolazioni.

  • Determinazione certa del testo genuino, senza più la possibilità di dubbi, senza che gli studiosi si debbano prendere più la libertà di mettere in discussione il testo.

  • Rinvenimento e verifica esatta delle citazioni esplicite ed implicite, che sono numerosissime.

  • Verifica e indicazione precisa delle citazioni o dei rimandi interni.

  • Note esplicative - testuali, critiche, storiche - preziosissime

  • Nuova e chiara divisione e suddivisione delle questioni, in base alle risultanze del testo e in base agli intendimenti dell'autore stesso.

  • Precisa divisione e accorpamemento delle singole argomentazioni.

  • Numerazione progressiva dei testi per ogni distinzione; il che rende assai pratica, semplice e facile la citazione di essi (libro, distinzione, numero).

  • Elegante veste tipografica.

  • Indici completi delle persone, delle fonti, dei vari autori citati nelle note, dei luoghi paralleli.

  • Introduzioni, Prolegomeni, Annotazioni storico-critiche, assai necessarie per capire la storia del testo e i criteri da noi seguiti per la restituzione del testo genuino.

Con la nostra edizione, cambia finalmente la valutazione da dare alle opere di Scoto. È merito della Commissione Scotista l'aver mostrato che il pensiero genuino e definitivo di Duns Scoto non va attinto nei commentari delle opere dei filosofi antichi (se si eccettua forse la Metafisica), ma bensì nell'Ordinatio (Opus Oxoniense), che costituisce l'ultima espressione del suo pensiero e delle sue convinzioni. Molta importanza riveste anche la Lectura, opera genuina, finora inedita; mentre sono da prendere con circospezione le varie Reportationes, che riflettono sì l'insegnamento parigino del Maestro, ma sono redatte dai discepoli in base ai loro appunti di scuola.

Certo, come l'edizione critica Leonina non ha fatto di S. Tommaso uno Scoto, così sarebbe inutile pensare od aspettare che la nostra edizione trasformi Duns Scoto in S. Tommaso, o lo scotismo in tomismo.

Con la nostra edizione fondamentalmente Scoto non cambia. Ma l'immagine di Scoto è diventata e diventerà sempre più precisa, più certa, più ricca, in molti punti assai diversa da quella che in passato gli studiosi si erano fatta.

 

(tratto da: Barnaba Hechich, Il contributo della Commissione Scotista, in Via Scoti. Methodologia ad mentem Joannis Duns Scoti, Atti del Congresso Scotistico Internazionale, Roma 9-11 marzo 1993, a cura di Leonardo Sileo, Ed. Antonianum, Roma 1995, pp. 33-47).

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