7. Il superamento degli ostacoli

Presentata nel 1971 la risposta alle Adnotationes, fu istruita la seconda Positio super scriptis (1971), che si concluse con l'emanazione del «Decretum approbationis scriptorum et doctrinae Ioannis Duns Scoti» (4 maggio 1972), in cui veniva usata la tradizionale formula: «Nihil obstare quominus ad ulteriora procedatur».

Proprio per merito di questa risposta, il sesto Consultore storico nella fase del processo relativa al culto afferma che la presente Causa non è solo il «superamento» di una inveterata e preconcetta posizione antiscotista, ma è anche «un avvenimento per la storia della teologia, motivo di riflessione».

Secondo il quarto Consultore storico, il lavoro della Commissione Scotista si è rivelato «essenziale per poter rispondere alle difficoltà sollevate» contro la Causa.

Nella Positio super cultu il Relatore generale può constatare che «negli scritti di Scoto nessun dogma viene intaccato; nessuna verità comune a tutti i Dottori viene negata; non si trova nessuna sentenza che sia nociva alla fede o pericolosa; non si difende nessun principio dal quale possano derivare cose erronee o false o eretiche; non si propone nessuna tesi che non sia cattolica, o che sia contraria alla sentenza universale degli altri Dottori; non c'è nessuna proposizione che direttamente o indirettamente sia stata colpita da censura. La dottrina di Scoto è una dottrina sana, chiara, comprensibile e vera».

La Causa era sbloccata; poteva tranquillamente proseguire il suo cammino verso il traguardo finale, che è quello a cui oggi siamo giunti: il riconoscimento del culto e la glorificazione ecclesiale di Scoto (20 marzo 1993). Per l'esito di questa ultima fase va dato plauso a tutti coloro che vi hanno lavorato, in primo luogo al P. Roberto Zavalloni.

Possiamo dire che uno dei due moventi che avevano dato origine alla Commissione Scotista è stato felicemente soddisfatto.

L'altro movente, la necessità di dotare gli studiosi di Scoto del suo testo autentico, è tuttora in pieno vigore: la Commissione continua il suo lavoro, ed è augurabile che l'Ordine francescano possa sostenerla con uomini e mezzi adeguati fino al completamento di tutta l'opera.

 

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