5. P. Karlo Balić

P. Karlo Balić, primo Presidente della COmmissione Scotista

Mentre a Quaracchi la Sezione cominciava i suoi lavori, un giovane frate, P. Karlo Balić, si stava affermando presso l’Università di Lovanio nel campo degli studi scotisti e, più precisamente, nel campo della critica testuale scotista.

Nel decennio che seguì, sia Longpré che Balić, camminando ognuno per la sua strada, approfondirono i loro studi, distaccandosi vistosamente l’uno dall’altro nelle loro intuizioni e conclusioni.

Il confronto fra i due si rese necessario e inevitabile. Esso avvenne a Roma, per iniziativa del Governo centrale dell'Ordine, nella sede della Curia generale, in presenza di una speciale commissione di esperti, nei giorni 11-12 febbraio 1938. Le tesi dei due scotisti erano molto distanti:


SECONDO LONGPRÉ

  • Nell'edizione bisogna seguire l'ordine cronologico degli scritti.

  • Il lavoro va portato avanti in modo personale, affidando ai collaboratori singole parti dell'Opera, senza che ne abbiano una visione d'insieme.

  • Bisogna procedere ad edizioni separate per ogni singola redazione dello stesso testo.

  • In particolare, per la Ordinatio (l'ultima opera di Scoto), si devono pubblicare separatamente tutte le redazioni esistenti.

 

SECONDO BALIĆ

  • È impossibile datare tutte le Opere; quindi bisogna seguire l'ordine sistematico, iniziando dalle Opere più importanti.

  • Occorre un lavoro di équipe, in modo che ogni socio abbia la possibilità di conoscere e valutare i singoli problemi e in modo che il lavoro di ogni socio possa essere esaminato dagli altri.

  • Le redazioni diverse rappresentano in realtà delle normali varianti di un unico testo, che perciò deve essere restituito così come è uscito dalla penna dell'autore, tenendo presenti le norme della critica testuale, già ben note nel campo dei dotti, ed eventualmente integrate da norme specifiche per Scoto.

  • È possibile fare l'edizione di un unico testo dell'Ordinatio, quello di Scoto, ricostruendolo con l'esame e il confronto delle varianti presenti nelle singole redazioni.

Prevalse — come è ovvio — l'impostazione di Balić, che perciò, il 21 aprile 1938, venne nominato dalla Curia generale Presidente della équipe che doveva curare l'edizione, équipe che da Quaracchi fu trasferita a Roma e prese il nome di «Commissio omnibus Operibus Ioannis Duns Scoti ad fidem codicum edendis». Longpré, è umano, rimase molto amareggiato di quella decisione.

A proposito dell'ordine cronologico da seguire o meno nell'edizione, il P. Cicchitto aveva scritto già nel 1934: «Non pare desiderabile né opportuno che il pubblico degli studiosi venga messo a contatto con il Dottore Mariano attraverso un lento stillicidio di opere secondarie prima di metterlo di fronte all'opera monumentale, l'Opus Oxoniense [cioè l'Ordinatio], che accoglie il pensiero definitivo e maturo di Scoto».

Fu ben presto (6 giugno 1938) trasportato a Roma tutto il materiale che già era stato approntato a Quaracchi per l'edizione: libri, microfilms, fotografie di manoscritti, ecc., salvo gli studi personali di Longpré.

La Commissione, integrata da nuovi collaboratori interni ed esterni, si accinse con alacrità al lavoro. Dopo aver completato il rinvenimento e la lista dei manoscritti delle opere di Scoto, si passò a studiarli, confrontarli, classificarli, trascriverli. Nello stesso tempo fu perfezionato il metodo da seguire, già sperimentato dal P. Balić nel volume Ioannis Duns Scoti Theologiae Marianae elementa, Sebenico 1933, e sottoposto al vaglio di insigni medievalisti di tutto il mondo.

La Curia generale premeva perché si cominciassero a stampare i volumi. La Commissione voleva iniziare con l'Ordinatio, l'opera più completa e definitiva di Scoto. Essendo le difficoltà da superare ancora molto grosse, si pensò di pubblicare per prima la Lectura. Venne la guerra, e grazie a Dio la stampa fu sospesa, perché neanche per la Lectura, pur conservata in soli tre codici, gli studi erano maturi, trattandosi tra l'altro di un'opera ancora inedita e sconosciuta. Col cambio del Superiore generale, le cose mutarono: si ritornò all'Ordinatio, i cui primi due volumi videro la luce nel 1950, insieme ad una poderosa Disquisizione storico-critica.

Si dava in tal modo risposta alla prima delle due domande del terzo Censore: l'elenco esatto degli scritti autentici di Scoto. Nella Disquisitio tale elenco c'era!

 

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