4. L'opera della Commissione Scotista

Di fronte a questa situazione, già il 6 novembre 1923, il Ministro generale dei Frati Minori, Padre Klumper, su richiesta di molti, aveva convocato a Roma il Padre Efrem Longpré, grande studioso di medievistica francescana, per valutare con lui la possibilità di iniziare l'edizione critica delle opere di Scoto. Dopo varie deliberazioni, il Klumper incaricò Longpré di impegnarsi da allora in poi nello studio di Scoto e dei codici delle sue opere.

Dopo il Capitolo generale di Assisi del 1927, che decise l'edizione critica delle Opere di Scoto, il nuovo Ministro generale Padre Marrani, nel mese di agosto convocò nuovamente il Padre Longpré, cui ordinò di mettere in esecuzione il decreto del Capitolo, fondando all'uopo una speciale Sezione Scotista a Quaracchi.

Solo un anno più tardi, il domenicano Padre Martin lamentava ancora: «Il nome di Scoto impone rispetto agli storici della sua dottrina, qualunque sia la scuola teologica a cui essi appartengano. Duns Scoto è un grande signore nel campo del pensiero. Egli si ricollega ad una tradizione illustre; a sua volta, ne diventa il capo-scuola, e la teoria dei suoi discepoli rimane risolutamente legata alla sua dottrina. Tuttavia, a questo riguardo sorge un sentimento di pietà, e persino di tristezza, al vedere lo stato in cui troviamo — a sei secoli di distanza — l'eredità dottrinale del Maestro...; questa preziosa eredità... nessuna edizione ce la dà nella sua integrità e nella sua assoluta purezza».

L'impegno dell'Ordine, concreto ed operativo, che comportava personale e risorse in misura adeguata, mirava a fronteggiare il maggiore degli ostacoli alla soluzione positiva della Causa.

 

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