Metodo di lavoro

 

Per quanto riguarda l'esposizione, Scoto si inserisce nel contesto del tempo in cui scrive: esamina le singole questioni alla luce dei Padri è dei dottori del medioevo. Cita molte opinioni, che poi esamina, corregge, rifiuta o accoglie; o finisce col fornire la sua posizione.
Trattandosi di sacramenti regolati da norme precise della Chiesa, sono frequenti le citazioni bibliche e giuridiche (come il Decreto di Graziano, le Decretali, le glosse giuridiche, o addirittura le opere giuridiche civili, ossia il Codex Iuris Civilis di Giustiniano).

Il testo di Scoto ci è stato trasmesso dal manoscritto di Assisi con grande accuratezza, anche perché il manoscritto da cui proviene, era stato rivisto con l'originale di Scoto. Gli altri manoscritti invece presentano frequenti varianti, dovute alle seguenti cause:

1) Lettura errata delle abbreviazioni.
2) Cambiamenti arbitrari di parole sinonime (licet-quamvis, enim-quia, nec-neque, aut-vel, sive-seu, ut-sicut, ecc).
3) Cambiamento volontario di parole e di frasi.
4) Inversione di parole (prima o dopo).
5) Omissioni per homoioteleuton (ossia per uguale terminazione di parole).

Il testo da noi restituito è corredato, come sempre, dall'esatta indicazione delle fonti, secondo le edizioni critiche più accreditate e moderne; da nostre note o spiegazioni di parole, frasi, non facilmente comprensibili.
Ogni questione è corredata di titoli e sottotitoli così come sono indicati o accennati dallo stesso Scoto o come risultano dall'ordine della trattazione.
Ogni argomento è presentato come a sé stante, cioè un periodo a sé anche se è di mezza riga. Il lettore cioè deve vedere subito dove finisce un argomento e dove inizia un altro.
I testi di ogni distinzione sono numerati progressivamente da numeri marginali ben visibili che facilitano eventuali citazioni, di passi.
II volume viene naturalmente corredato di Indici, come siamo soliti dare.

Ringraziamento ai soci, alla Curia, ma soprattutto al Signore e all'intercessione di Scoto.

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