Il primo volume degli indici, il XV.1 della serie Vaticana, raccoglie gli indici onomastici, bibliografici, delle fonti dirette e indirette di tutti i volumi della Ordinatio e della Lectura, oltre all’elenco completo dei loci paralleli delle due opere e una concordanza aggiornata della edizione Vaticana e di quella del Wadding-Vivès. Più che di una semplice raccolta degli indici già comparsi nei singoli volumi, si tratta di una vera e propria rielaborazione di quei dati. Un certosino lavoro si è reso, anzitutto, necessario per uniformare le inevitabili discordanze metodologiche presenti negli indici dei singoli volumi finora pubblicati e questa capillare revisione è stata anche l’occasione per molte integrazioni e correzioni. Gli indici sono, inoltre, stati aggiornati tenendo presente la pubblicazione nel corso degli anni di numerose edizioni critiche di tante fonti scotiane. Così, ad esempio, per tutte le citazioni delle opere di Agostino ci sono ora i rimandi alle tre edizioni più famose: al Corpus Scriptorum Ecclesiasticorum Latinorum (CSEL); al Corpus Christianorum Series Latina (CCSL) e alla Patrologia Latina (PL), mentre nei primi volumi ci si limitava alla sola Patrologia Latina; mentre per le citazioni delle opere di Aristotele si è aggiunto, laddove assente, il rimando all’Aristoteles latinus, oltre a quelli già presenti all’incunabolo edito a Venezia nel 1483, a quello all’edizione Iuntina del 1562 e, ovviamente, al Bekker. Lo stesso principio è stato, chiaramente, adottato per tutti gli autori.

Il volume risulta così composto di 546 pagine di materiale che, per esigenze di stampa, ha un corpo tipografico leggermente inferiore a quello degli altri volumi, ma grazie al quale è ora possibile effettuare ricerche sull’intera opera della Ordinatio e della Lectura a partire anche da un solo riferimento.

Tutto il materiale è preceduto da un'introduzione di una quarantina di pagine, che ha una triplice ambizione. In primo luogo essa costituisce, come è naturale, una vera e propria introduzione al contenuto del volume in cui si cercano di chiarire, anche attraverso esemplificazioni, i criteri usati nell’indicizzazione delle fonti, con la speranza di aiutare il lettore a prendere dimestichezza con il sistema delle citazioni. Oltre a ciò, essa costituisce, se non primariamente, una sorta di conclusione al Commento al IV Libro, che era stato pubblicato privo di proprie annotazioni editoriali. E, infine, proprio da queste considerazioni sul Commento al IV Libro sono naturalmente scaturite anche delle considerazioni più generali sull’intera opera che, seppur modeste, possono considerarsi come conclusive.

Per questi motivi, in questa introduzione, si è ritenuto utile offrire anche l’elenco completo e ordinato dei manoscritti e delle edizioni che sono stati utilizzati per l’edizione di ciascun volume, chiarendone, attraverso uno schema, la distribuzione e l’utilizzo nel Commento di Scoto ai diversi libri sia dell’Ordinatio che della Lectura. I codici sono stati raggruppati, seguendo il criterio che ha condotto tutta l’opera, secondo le rispettive “classi”, ovvero la suddivisione per famiglie di codici, e le rispettive “recensioni”, cioè in base alla loro maggiore o minore consonanza al codice A, il famoso codice 137 della Biblioteca Comunale di Assisi, ritenuto dagli editori la versione più vicina al purtroppo perduto Liber Scoti, di cui puntualmente riporta in margine tutte le anomalie.

Un’altra questione su cui ci si è soffermati in questa introduzione è quella delle prove esterne ed interne che attestano l’autenticità dell’opera e, in particolare, del Commento al IV libro. Ci si riferisce qui, in particolare, a quelle note marginali o a quei riferimenti testuali interni che, rimandando ad altre parti del Commento, oltre ad attestarne l’autenticità, permettono anche di stabilire una cronologia interna all’opera.

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