Tobias HOFFMANN (The Catholic University of America) si è soffermato sulle cause del male ripercorrendo un cammino che parte da Agostino, passa per Tommaso e giunge fino a Duns Scoto; l’esito di questo contributo mostra come, in fondo, i tre paradigmi riconducibili agli autori menzionati non siano tra loro alternativi ma molto affini.

 


Prof. Tobias Hoffmann

 

Tema: Agostino, Tommaso d’Aquino e Duns Scoto sulla prima causa del male

Questa relazione mette a confronto le teorie di Agostino, Tommaso d’Aquino e Duns Scoto concernenti la questione di come il male morale sia occorso per la prima volta, cioè su quale sia la causa prima del male morale. Per Agostino il primo male non ha una causa efficiente, ma una “causa de-ficiente”, il che significa che il male non ha una causa nel senso proprio del termine. Per Tommaso, invece, il male ha una causa efficiente, sebbene non sia causa del male per se, ma per accidens, come un effetto non voluto. L’Aquinate sostiene che, per poter causare il male, la volontà deve già essere deficitaria, pur senza esserlo dal punto di vista morale. Duns Scoto condivide con Tommaso l’idea che la volontà sia una causa efficiente del male e che lo causi per accidens, ma non ritiene che una qualche deficienza in atto sia da presupporre nella volontà. Per Scoto, piuttosto, la libertà della volontà da sola è sufficiente a spiegare come il male possa essere stato causato per la prima volta. Nonostante le loro differenze, sostengo che le teorie dei tre pensatori concordano su un punto essenziale: tutti e tre, in fondo, affermano che un individuo è libero di porre un atto che, in un certo senso, è un nuovo inizio, nella misura in cui la sua “deficienza” non può essere ricondotta a cause anteriori.

 

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